SANITÀ

Trent’anni di governo di centrodestra hanno affossato la sanità lariana.
A Como mancano medici di base, mancano gli infermieri, mancano posti letto, al capoluogo manca addirittura un ospedale pubblico, i pronti soccorso comaschi scoppiano di pazienti che non sanno a chi rivolgersi, gli abitanti del lago e della valli devono spostarsi per decine di chilometri per farsi curare e per una visita specialistica ci sono attese di mesi a meno che non si abbiano i soldi per pagare il privato.
Questa non è la sanità che ci meritiamo: è un sistema che cura ma che non previene. Va rifondato dalla base e trasformato in un vero servizio al cittadino: serve più medicina territoriale a disposizione del cittadino, servono più incentivi per invogliare i giovani medici a intraprendere la carriera di medico di base o pediatra, abbiamo bisogno di più fondi per aprire più posti letto e reclutare personale infermieristico, dobbiamo mettere il settore privato al servizio della sanità pubblica per ridurre le liste d’attesa.

 

GIOVANI E SCUOLA

Ogni anno le famiglie lombarde devono spendere centinaia di euro per acquistare i libri di testo per i propri figli che frequentano medie e superiori. A ciò si aggiunge spesso il costo proibitivo di un abbonamento annuale per il trasporto pubblico. Regione Lombardia può supportare il diritto allo studio dei ragazzi lombardi con due provvedimenti: libri gratis anche per medie e superiori e trasporti gratuiti per gli studenti under-26.
C’è poi il gravissimo problema dei 13mila giovani comaschi che non studiano e non lavorano ovvero il 13% dei ragazzi lariani tra i 15 e i 19 anni. Numero che sale a 250 mila in tutta la Lombardia. Io credo in una Regione in grado di predisporre delle politiche attive per l’orientamento allo studio, la formazione professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro.

TRASPORTI

Chiunque studia o lavora fuori dalla provincia di Como conosce perfettamente le condizioni del sistema di trasporto pubblico lombardo. Malauguratamente, incluso nel prezzo del biglietto, abbiamo treni vecchi e sporchi, ritardi continui, tratte scoperte con orari improbabili e poche corse.

Se davvero vogliamo mettere a terra un vero progetto di mobilità sostenibile dobbiamo dare forma a un trasporto pubblico dignitoso, rapido ed efficiente, che permetta di collegare i capoluoghi lombardi tra di loro. In provincia di Como abbiamo poi la possibilità di spostarci utilizzando il Lario: perchè non sfruttarla appieno favorendo la mobilità dall’alto lago e dalle valli? Per il potenziamento e l’ammodernamento della flotta di battelli della Navigazione Lago dobbiamo regionalizzare il servizio. Si tratta di un obiettivo che è stato rimandato da troppo tempo dal centrodestra in Regione Lombardia. Ora è tempo di muoversi.

INFRASTRUTTURE

Quando si parla di progresso per il territorio di Como è impossibile non parlare di tangenziale, l’opera mai finita che servirebbe a collegare meglio la nostra provincia con il resto della Lombardia.
Che fine ha fatto il secondo lotto della tangenziale di Como? E dove sono finite le grandi promesse di Attilio Fontana che nel 2018 giurava che sarebbe stata gratuita?

Tutto è finito in niente: cinque anni dopo, noi comaschi paghiamo per qualche chilometro di strada e abbiamo dovuto dire addio al secondo lotto. La vera assurdità? Abbiamo di fatto già ripagato quest’opera, pedaggio dopo pedaggio. Con i suoi 2,4 chilometri, il tratto comasco della tangenziale ha registrato una media di più di 12mila passaggi giornalieri nel 2019, contro gli 11 mila del 2018. Significa un aumento dell’11% anno su anno con un relativo aumento degli introiti.
Basta prese in giro, basta promesse: la tangenziale di Como deve essere completa e gratuita!

Como dall'altro

LEGALITÀ

La cronaca racconta come da tempo la provincia di Como sia nelle mire della criminalità organizzata che ha infiltrato il tessuto produttivo del nostro territorio. La risposta della politica regionale deve riguardare la diffusione della cultura della legalità nelle scuole e tra la cittadinanza, la sorveglianza sul ciclo dei rifiuti per prevenire l’ormai diffusissimo fenomeno delle ecomafie e la formazione degli amministratori per dare loro gli strumenti per una efficace gestione dei beni confiscati alla mafia.

L’impegno che vorrei vedere dalle istituzioni regionali è riassunto dalle parole del magistrato Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.” Solo così possiamo tutelare il nostro territorio, le nostre amministrazioni e la nostra economia dalla minaccia mafiosa.

ECONOMIA E LAVORO

Per la provincia di Como serve subito una Zona logistica semplificata: dobbiamo tutelare le imprese e attrarre investimenti e lavoratori.
Una ZLS lariana è la giusta risposta alla crisi e l’argine alla concorrenza svizzera che assorbe lavoratori specializzati. La fuga di lavoratori italiani in Svizzera è una dinamica sotto gli occhi di tutti. Sappiamo che oltre confine, nel primo trimestre 2022, c’erano 100mila posti di lavoro vacanti. La disponibilità di lavoro e i salari notoriamente più alti sono un fattore attrattivo per i frontalieri italiani, che in questo contesto sono una vera risorsa per la Confederazione. Medici, infermieri, operatori sanitari trovano facilmente condizioni di lavoro